martedì 20 ottobre 2015

Pensieri sciolti




Trascorrere il tempo rincorrendo mete che si allontano continuamente o che raggiungi per scoprire che non erano quelle che presumevi, è un dispetto alla tua breve esistenza.

Fantastico è, invece, vivere il sussulto delle tue emozioni. In questi momenti non c’è oro del mondo che possono ripagarli.

Chissà quanto darebbe ognuno di voi per portar dentro qualcosa che potesse continuamente evocarle, per distogliervi dalle stupide attività abitudinarie.

Certamente dobbiamo condurre attività che invita o, addirittura, impone il procedere a mo’ di mulo da fatica, ma se immaginiamo di portare nella tasca interna della giacca, un oggetto invisibile alla ragione ma solido per l’anima, qualunque attività si trasforma in stupenda occasione per vivere come si vorrebbe.

Ognuno di noi, non vive sotto una campana di vetro, ma è immerso in un sistema pulsante, dotato di spirito creativo, capace di scambiarsi idee, emozioni, esperienze e quant’altro riconducibile all’essere umano.

Pensateci bene quanta potenzialità ha ognuno di noi, per far gioire chiunque. Un sorriso apre le porte del benessere. 

Una parola sincera crea un ponte di amicizia. 

Uno sguardo intenso e attento spalanca tanta simpatia. 

Una stretta di mano, un braccio sulle spalle e perfino camminare insieme con lo stesso passo, sono tutte opportunità che ci regalano momenti di vita significativi.

Vi invito a chiamare per nome il più antipatico dei vostri conoscenti, e scoprirete che quell’antipatico si vestirà di modi inusuali, poiché sarà costretto a rispondere con le buone maniere al vostro richiamo.

Potete provare a donare qualcosa al più egoista che conoscete, e sicuramente, indurrete tanto impaccio nel poveretto, poiché gli chiedete, in risposta, un modo di comportarsi a lui estraneo.

Divertitevi nell’offrire qualcosa al bar a una persona dal braccino corto e scoprirete di aver accanto a voi un neogeneroso.

Suppongo che sia ora chiaro che tutto può partire da noi. 

Basta avere in tasca un ecografo che scandaglia e riflette sui veri valori umani.

Vi chiedo di unirvi a una squadra che partecipa alla gara dei cento metri piani. 

La regola che accomuna questa squadra è quella per cui si deve truccare per favorire i concorrenti che ti affiancano. 

Appena lo starter segnala l’inizio della corsa, tutti scattiamo per partire. 

Di lì a poco, la corsa rallenta, prima diventa passeggiata, poi raduno e infine, tutti hanno dimenticato che si doveva giungere a un traguardo.

Ognuno dei partecipanti ha vinto la gara dell’esistenza.

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