martedì 18 agosto 2015

Il segreto di pulcinella





La vita è connotata da un continuo movimento che coinvolge spirito e materia.

Si muove la materia nell’arco dell’evoluzione, si muove lo spirito sull’onda del perfezionamento.

Poco importa se sono spinti entrambi della necessità o dalla casualità.

È evidente che fattori come la dinamica, il nuovo, le trasformazioni, sono padroni dell’universo.

Ci affanniamo a trovare la finalità di tutto questo movimento, ma servirà a qualcosa?

Una foglia secca trascinata dal vento in una traiettoria elicoidale, cambierà continuamente opinione sulla direzione che la tempesta le imporrà.

La foglia, nel suo piccolo, riferirà i suoi sforzi alle sue dimensioni, per cui il tratto successivo che potrà pronosticare, sarà di pochi centimetri, prima di ricredersi e tirar fuori un nuovo pronostico. 

Le sempre nuove soluzioni individuabili smentiranno le precedenti e per amor proprio, essa le giustificherà con il progresso della scienza e della tecnica.

Povera foglia! Come potrà capire se per necessità o casualità il suo moto non ha una direzione o se è tale solo ai suoi occhi?

Se riuscisse ad abbandonare se stessa rimarrebbe traumaticamente delusa nel constatare la sua pochezza e la scarsa o nulla considerazione che la tempesta le dimostra.

Resterebbe invece, a bocca aperta, profondamente stupita, per la bellezza, la forza, la grandezza e la perfezione, che il suo extra-mondo le mostra.

Eccovi il segreto della vita.

Non aspettate che vi dica come diventare ricchi o come vivere cento anni. 

Mi piacerebbe svelarvi come essere felici, ma io sono una foglia come voi, destinata a muoversi nella tempesta e che vuol provare con voi a vedersi fuori da se stessa.

Compito difficile vero?

Reso impossibile dal guardiano del nostro corpo, prontamente ubbidiente; ottuso esecutore di un codice scritto da una mano senza nome e senza testa!

Il segreto è armoniosamente svelato in una frase del grande Hegel.

Egli è stato così bravo a uscire da se stesso che lo ritrovi anche ora, tra queste sue parole:

Pensare solo a sé, è la stessa cosa di non pensarci affatto, perché il fiore assoluto dell’individuo non è dentro di lui; è nell’umanità intera”.

Dimostrarsi generosi significa abbandonare se stessi per porre l’attenzione fuori dalla propria persona.

In questi casi il corpo protesta perché gli sottraete ciò considera sempre indispensabile.

Quando voliamo col pensiero abbandoniamo noi stessi; il corpo protesta perché ha paura di non essere più accudito.

Quando le emozioni si manifestano con brividi, palpitazioni, lacrime, tremori, non abbiate paura, sono proteste del corpo che sentendosi abbandonato tenta in mille modi di trattenere l’anima.

Esso teme di essere abbandonato per sempre.
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