martedì 11 agosto 2015

Confessioni di un lettore del libro cuore





Avevo otto anni ma non mi sembravano pochi.

Probabilmente sembravano tantissimi quelli dei “grandi”.

Per me gli adulti erano così “grandi” che non potevano dir bugie o ancor peggio, essere cattivi.

Al compleanno dei miei diciotto, non sentivo di essere “grande”.

Probabilmente qualche bugia la dicevo o forse peccavo di egoismo.

Avevo pochi amici per provare le mie bugie, quindi dovevo essere egoista.


Qualche anno prima, avevo letto il libro “Cuore” e ne ero uscito sconvolto.

Ero convinto che la generosità e il rispetto dovevano essere le chiavi vincenti della mia vita.

La mia professoressa d’italiano delle medie superiori mi aveva addirittura scritto una dedica a cui sono rimasto sempre fedele: 

Non fare agli altri quello che non vorresti che fosse fatto a te”.

Per un po’ ci rimasi deluso. 
Non avevo capito bene il senso.

Mi chiedevo: perché mi ha scritto questo? 

Non avevo mai pensato di comportarmi male con lei e tanto meno con chi conoscevo.

Proseguendo con gli studi, la mia vita si è srotolata.

Molte idee ho cambiato, facendole scendere un po’ più giù dalle nuvole da dove erano nate.

Ho capito il senso della solitudine.

Ho conosciuto l’amore, ma non quello letto nel libro “Cuore”.

Ho capito che la cattiveria esiste veramente.

Ho capito che non vale la pena rinascere se il mondo continua a essere quello che si è rivelato.

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