mercoledì 1 luglio 2015

EMOZIONI IN BANCA



 

Una delle abitudini o necessità ( decidete voi ) diffuse nella nostra società e quella di possedere un conto bancario.

Qualche poveraccio avrebbe da indispettirsi per quanto sto per dire, ma promettendo di non insistere molto su questo argomento, mi permetterei di usare tale rifermento per riflettere su un concetto apparentemente immaginario e al quale ci riferiamo solitamente con le parole “cortesia”, “gentilezza”.

Sono convinto che se fossimo sempre coscienti sul fatto che un atteggiamento aperto, gioviale, improntato sull’essere positivo, propositivi e onesti con il prossimo, costituiremo un piccolo paradiso terrestre personale che trascineremmo ovunque la nostra persona si sposti.

Vi sarà certamente capitato di avvistare da lontano un amico che definiamo simpatico, potete, quindi, focalizzare la vostra mente sulle vostre reazioni. 

Concorderete con me che il sorriso è il primo sintomo che appare sul vostro viso. 

Inconsapevoli, tendete a direzionarvi lungo la traiettoria di congiunzione con il vostro amico e in contemporaneamente, le braccia si muovono allontanandosi dal corpo, speranzose di un imminente e possibile abbraccio.

Questo meraviglioso scenario si compone perché il vostro amico è un conto bancario emotivo dal quale, in questo momento, state prelevando emozioni. 

Sarebbe bello immaginarci circondati dai conti bancari emotivi sui quali, attraverso i nostri comportamenti predisponenti, gentili, affabili e comprensivi, riusciamo a depositare continuamente credito emotivo per poi disporre di una grande riserva di fiducia e stima. 

Nei momenti bui della vita queste banche speciali sono sempre a disposizione, pronte a restituire ciò che nei momenti di abbondanza avevamo depositato.

Sorridendo ripercorriamo la pubblicità televisiva promossa da qualche banca on-line che, con obiettivo diverso, vorrebbe ricalcare questo mio pensiero.

Ditemi quanti amici avete?

Oppure, quanti conti emotivi avete acceso nella vostra vita?

La considerazione più sensazionale che si potrebbe evidenziare costituisce il fatto che ciò che si deposita non costa nulla ed è sempre in abbondanza, ma che si trasforma un farmaco salva vita nei momenti più inattesi della nostra vita.

Uno dei più grandiosi depositi che si possano effettuare nella banca emotiva, è determinato dall’ascolto empatico dell’amico.

Agire automaticamente a causa della convinzione che sia più importante capire ancor prima di farsi capire, è la chiave per essere eletti come la persona più simpatica del mondo. 

Quando si ascolta veramente un amico, lo facciamo con tutto il fisico: orecchie, occhi, temperatura corporea, lato destro e lato sinistro del cervello.

Il corpo ci fa da tramite per il cuore e l’anima, e questi ultimi, assumono il ruolo di protagonisti assoluti. Il feedback è visibile a occhio nudo. 
Esso lo rivediamo nelle emozioni che corrono in corrente alternata a 20.000 volt.

Vestite per qualche attimo i panni dell’amico che si sente ascoltato in questo modo faraonico. 

E’ facile immaginare il privilegio di vivere questa esperienza. 

In tali circostanze si respira aria di terapia psicologica, si entra in uno stato di intimità per il quale la fiducia nell’interlocutore scorre a fiumi.

Si concretizza una situazione irreale per cui non si capisce bene chi in quel momento sta ricevendo e chi sta donando. 

Le due persone mutuamente si influenzano, creando quell’alone empatico che solleva entrambi dal mondo vegetale. 

In definitiva ci si espone a una situazione di rischio per il quale solo l’integrità della persona riferita ai suoi sani principi di vita può garantire quell’equilibrio tra il coraggio di esporsi e la considerazione dei sentimenti coinvolti. 

Tutto questo è reso possibile da una maturità psicologica a 360 gradi, ottenibile, né per età né per sola cultura, ma attraverso un processo di crescita mentale voluto e inseguito per tutta la vita.

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