lunedì 29 giugno 2015

Pianto di un elettrone





Chi ha l’abitudine di parlare con se stesso, occasionalmente si sente muto, incapace di tirar fuori qualcosa che gli consenta di rivedersi nei propri pensieri. 

In tali casi, cerca un pretesto affinché, come lo spumante in bottiglia, faccia esplodere il tappo e creare quella gioiosa fontana di dolcezza. 

Se qualcuno crede ancora al caso, deve cominciare a ricredersi perché la vita, oltre ad essere un mistero, è anche burlona e una eccentrica progettista. 

Vagando tra i pensieri, mi gira per la mente una scena: vedo un elettrone girare forsennatamente intorno al proprio nucleo e in una piccolissima frazione di secondo, si concede di pensare.

Ma che diavolo sto facendo? 

Corro come un matto da sempre, esattamente come miliardi di miei consimili!

Sarà che egoisticamente corro per me stesso, sperando di essere notato come l’elettrone più veloce dell’universo?

Infatti, sono bravissimo a correre e non so far altro! 

Che brutto mondo però, essere nato per correre, senza un motivo e insieme con altre insignificanti presenze!”.

Vorrei confortare quell’elettrone, incoraggiandolo con queste mie parole:

“Piccolo elettrone, non penare nel cercare spiegazioni che non puoi ottenere, ma godi del tuo stato poiché in tè è presente l’energia dell’universo della quale non sei né padrone, né consapevole.

Tu stai girando intorno al nucleo per la forza d’amore che ti tiene in equilibrio tra il disperdersi nel nulla e il ritorno alle origini.
Continuando a girare contribuirai a mantenere la struttura dell’universo e vivere le emozioni delle tue accelerazioni.

Le tue paure derivano dalle battaglie a cui le passioni t’impongono di assistere.

I vizi e le virtù dell’uomo, sono le accelerazioni centrifughe e centripete a cui inevitabilmente sei sottoposto per il solo motivo di essere un elettrone”. 


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