lunedì 6 aprile 2015

La goccia di rugiada




In un fresco mattino di primavera, senza preavviso, una goccia di rugiada sembra appesantire una foglia. 


Manifesta una certa timidezza. 


Vorrebbe scendere dolcemente scivolando sullo stelo del fiore, ma l’incertezza del percorso e la paura dell’ignoto la tengono ferma e avvinghiata alla foglia.



Il vento tenta di aiutarla.



Le vibrazioni della sottile pellicola lasciano trasparire la paura.


Il tempo è il miglior amico della piccola goccia di rugiada. 


Il mattino che avanza incoraggia la goccia, la sostiene e infine la ingigantisce.



La sua dimensione diventa tale da consentirle di rompere qualunque indugio e di farla scorrere felice per quei sentieri tanto temuti.



La corsa è forsennata e piena di emozioni. 


Lungo il percorso incontra altre piccole gocce che si uniscono e producono una scia inebriante. 


La folle corsa si ferma alla base del terreno, da dove il piccolo fiore prende slancio e nutrimento. 


La goccia di rugiada lentamente scompare assorbita dal terreno.


Il miracolo si compie. 


La goccia di rugiada ha consumato la sua vita. 


Se pur breve, è stata inebriante.



La sua esistenza, non richiesta, è servita per un disegno più grande. 

Forse la logica del disegno non è apparsa molto chiara, però, qualcosa di bello è sicuramente successo. 

Il suo cuore ha battuto in una sinfonia di sentimenti che racchiudono gioia e amore per la vita.

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