mercoledì 15 aprile 2015

Deve esistere un’altra vita.



opera pittorica di Silvia Senna

Continuamente conduciamo una doppia vita.

Una vita esterna, guidata dal desiderio, dalla speranza che qualcosa succeda. 

Ci affanniamo nel dirigerla nella miglior direzione. 

I segnali di ciò che si può fare e ciò che non si può fare, ci umiliano, ci inibiscono.

La direzione cambia continuamente in seguito ad urti contro ostacoli non visti in tempo. I risultati, in termini di soddisfazioni, ci fanno accelerare, mentre le delusioni ci rattristano provocando momenti di stallo.

Abbiamo bisogno di essere spinti per riprendere il cammino. 

Tra la momentanea illusione di aver ritrovato la verità, il ritmo, le circostanze giuste e il successivo ricredersi, si percorre il sentiero accidentato della vita.

Si ha il bisogno di credere in qualcosa di certo. 

Si ha bisogno di un punto di partenza al quale riferire tutte le future scelte. 

Si ha bisogno di qualcosa che la natura umana non può garantire.
L’assoluto!

I percorsi della vita sono multiformi. 

Si ha l’impressione che qualcuno giochi con noi, come noi potremmo fare con una formica. Avete mai provato da bambini a giocare con la formica? 

Quante volte abbiamo bloccato il suo cammino! 

Quante volte le abbiamo fatto cambiare direzione con pagliuzze o con le nostre piccole manine!

Siamo sommersi da problemi!

Problemi a quindici anni, a venti, a trenta, cinquanta, settanta e potremmo continuare ancora.

Ci rifiutiamo di ammettere che questa è la vita reale. 

Deve esistere un’altra vita!

L’altra vita è quella interna, guidata dalla fantasia, dalla potenza dell’anima. In questa vita non ci poniamo limiti. 

Tutto ci viene facile e spontaneo. 

L’azione è l’unica condizione necessaria per raggiungere qualunque obiettivo. 

L’azione è facile da intraprendere. 

Non esiste l’inerzia perché non c’è né accelerazione, né frenata.

Tutto si compie con immediatezza è bellezza. 

Come scoprire un arcobaleno che si confonde nelle distanze tra due punti dell’orizzonte. 

Non ci poniamo domande perché non ci sono dubbi. 

In questa vita non c’è bisogno di ragionare. 

Esiste e basta!

Se guardi un fiore o un bambino che gioca, a che ti serve ragionare. Rimani investito di piacere e tenerezza ed entri in un campo, dove l’anima è padrona. 

Non ti chiede nessun biglietto d’entrata, ma solo la tua voglia di compiacerti. 

Ti chiede di non udire, odorare, gustare, toccare, guardare … ti chiede di far vibrare le corde della tua sensibilità, poiché attraverso esse si entra in mondo tutto da esplorare.

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