venerdì 14 novembre 2014

Comfort zone



Un giorno, un uomo, camminando per la strada, passò davanti ad un portico dove due amici discutevano tra loro, incuranti dei lamenti di un cane accucciato ai piedi di uno dei due.

Il cane, fermo nella sua posizione, continuava a guaire.

L'uomo, curioso di conoscere il motivo per cui il cane si lamentava e gemevatornò indietro e chiese al suo padrone spiegazioni.

"Perché il cane si lamenta e geme?" - disse -

Il ragazzo rispose: "Perché si posa su un chiodo."

"Beh, perché non si sposta?"

"Evidentemente non gli fa abbastanza male per vincere la pigrizia di alzarsi".


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Questo è esattamente ciò che la maggior parte delle persone fanno.


Trovano più conveniente lamentarsi anzichè agire e rimuovere la causa della sofferenza.

Alcune situazioni spiacevoli, anche perduranti, trovano spazio nella "comfort zone" dell'abitudine, per cui risolverle comporta un dolore maggiore di quello in sopportazione. 
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