lunedì 19 maggio 2014

Gita a Praga(7)



(continua dall'art. precedente)
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Spostarsi in 45 e utilizzando la metropolitana, non è il modo tranquillo di condurre una visita nelle grandi città.


Praga dispone di tre linee metropolitane che coprono l’area abitativa, ognuna di queste, identificate da colori diversi, hanno punti d’accesso sotterranei a più livelli.

I ragazzi erano diventati pratici nell’individuare colori e direzioni, anzi, sembravano divertirsi un mondo nei saliscendi di quelle ripide scale mobili.

 Lo stazionamento sulle scale mobili, in una virtuale linea obliqua, era lo spunto per commentare le posture e le facce dei viaggiatori in direzione opposta.

La certezza di parlare una lingua sconosciuta, consentiva ai ragazzi più vivaci di osare pericolosi sfottò verbali ai quali i poveri residenti rispondevano con disorientati sorrisi.

In quei tre giorni di turbinio metropolitano, si sono provati anche canti corali che, come onde lunghe in un mare calmo, diffondevano lo spirito italiano. 

Questo era il clima di allegria che l’intera comitiva portava in giro.

ETT: Non ti dispiaceva, vero?

LUIGI: La fatica delle lunghe passeggiate si dimentica al piacere di vivere e condividere i problemi più banali con coloro che solitamente si “vedono” come nomi in un registro.

Nonostante noi insegnanti, ci sforziamo di “vedere” i ragazzi nella loro psicologia, ci scopriamo sempre in ritardo con le loro vere attitudini. La differenza d’anni, di esperienza e di sapere, non favorisce la nostra piena consapevolezza per il loro momento di vita. 

Travolti da voler dar il meglio di noi stessi, non curiamo abbastanza il metodo per trasmetterlo. 

Per usare una metafora, siamo come dei vinai che volendo riempire bottiglie a collo stretto, senza usare l’imbuto adeguato e senza rispettare i tempi di travaso, finiamo per far rovesciare gran parte del vino fuori dalle bottiglie. 

A conclusione del lavoro, poche bottiglie saranno piene, mentre qualcuna avrà soltanto pochi sorsi sul fondo.

I ragazzi sono nel nostro mondo ma non apparteniamo al loro. 

Sebbene comunichiamo e vogliamo il loro bene, non riusciremo mai ad entrare pienamente nei loro pensieri e interpretare la loro realtà. 

I giovani sono punti proiettati nel futuro a cui gli occhi degli adulti non possono arrivare.

ETT: La barriera generazionale rende meravigliosa la vostra umanità. Voi umani non vi rendete conto della magia dell’universo che realizza l’eternità attraverso voi.

LUIGI: Cioè?

ETT: Il vostro mondo è fatto di materia e questa, in un'altra dimensione, è semplicemente un modo rudimentale di esistere.

Il decadimento, la vecchiaia, sono segni di un divenire che l’intelligenza umana traduce in transitorietà mentre la natura attraverso la riproduzione formula l’eternità.

(continua)
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