domenica 20 aprile 2014

DECILOOK



Mi presento come inventore del DECILOOK (DBL).

Non temete, l'oggetto da me inventato non è pericoloso e né il suo nome lo troverete nel vocabolario di inglese.

Si tratta di una particolare unità di misura.

La parola deriva dall’unione di DECIBEL e LOOK.

I fisici, matematici, elettronici sanno che cosa è il DECIBEL; per gli altri mi assumo la responsabilità di spiegarlo a parole tenere.

Qualunque segnale che diffondiamo, indipendentemente dal suo tipo (voce, azione, pensiero, ecc), è costretto ad essere interpretato del destinatario.

Chi riceve il segnale, per qualsiasi motivo, non è quasi mai nelle condizioni ideali per riceverlo correttamente.

Disturbi di vario genere intervengono per abbattere il tono e il significato.

Alcuni esempi di corruttori del messaggio sono: scarsa attenzione, rumori di fondo, preconcetti, diffidenza, precauzioni, condizionamenti vari.

Il DECIBEL, quindi, misura il rapporto tra il valore del segnale inteso dal trasmettitore e il valore del rumore che lo deprime. 

Ovviamente, più alto è il rumore maggiormente risulta trasfigurato il significato associato al messaggio. 

Se poi, la qualità del messaggio è già scadente nel momento della sua diffusione, figuriamoci che cosa potrebbe giungere ai destinatari.

Inoltre, la scarsa capacità dell’essere umano di mantenere la concentrazione nel momento dell’interpretazione del messaggio, impone una misura su scala logaritmica.

In parole semplici, la variazione dell’attenzione subisce variazioni a volte lentissime a volte brusche.

La seconda parte del mio termine coincide con il verbo “to LOOK at”, che significa “GUARDARE a”; intendendo con questo di riferirmi all’idea di dedicarsi con attenzione all’acquisizione del messaggio.  

Perché ho deciso di usare il verbo guardare?

Semplicemente perché io non riesco a concentrarmi se non guardo negli occhi chi vorrebbe comunicarmi qualcosa di importante.

In questa ottica, la mia unità di misura è fantastica perché mi permette continuamente di verificare quanto io sia utile e importante per chi mi ascolta.

Riportando il tutto su una scala da 1 a 10, nei rapporti giornalieri solitamente misuriamo 3/4 DBL con conoscenti, si arriva ai 4/5 con gli amici, mentre con le persone che vogliamo bene si arriva a 7/8.

Si sfiora il 9 per i casi speciali. 

Il 10 è riservato ai casi teorici.

Voi, che indice pensate di misurare?
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