giovedì 27 marzo 2014

La grande bugia







L’uomo in sé fa parte della natura e come tale, eredita le sue proprietà: limitazione, finitudine, imperfezione.

La materia si colloca nel contesto come espressione delle proprietà menzionate.

L’uomo è materia e da questa, nella forma più libera, potremmo ricavare l’anima.

In un certo senso, possiamo pensare all’anima come esalazioni della materia. 

L’anima quindi è sempre se stessa, ma a causa delle proprietà d’esistenza (sopra accennate) è costretta ad essere materia e a subire la dittatura della segregazione in parti.

Per dimostrare tutto questo, basterebbe convincersi che l’esistenza del finito rende inesistente l’infinito e viceversa.

Se vogliamo esistere dobbiamo dimenticarci del concetto di infinito e ammettere l’ineluttabilità del “FINIRE” come sponda all’idea di “INIZIO”.

 Dobbiamo ammettere la “MORTE” condizione alla “NASCITA”.

Gli estremi di questo segmento debbono collocarsi in una ideale sequenza ordinata chiamata “TEMPO”.

Fantasticare sugli estremi è meraviglioso perché tra questi l’umanità ha costruito la fisica che in ultima analisi è il placebo per una razionalità che raffina se stessa in un gioco che affascina la vita.

Per questo motivo, l’essere umano si attacca alla vita con il suo respiro con le sue emozioni immaginandola una sola ma che in fondo si rivelerà una grande bugia. 

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