giovedì 26 dicembre 2013

Oltre la vita con ETT



(seconda parte)

ETT:  Ti racconto tutto quello che mi sarà possibile fare e ti prego di non interrompermi perché quello che seguirà non potrà essere un dialogo. 

Lascio a chi legge o ascolta queste mie parole, il giudizio per darle il giusto e personale credito.



LUIGI: Sarò muto come un pesce, preso da ciò che mi dirai.



ETT: Caro Luigi, ti sarà mai capitato di provare una sensazione che ti ha lasciato un senso di incompiuto? 
Un “tutto qui?” che ti ha lasciato perplesso?



LUIGI: Molte volte!



ETT: Quel particolare stato d’animo è il sintomo dell’oltre vita che sfiora la percezione dell'esistenza. 

Il vostro mondo è raccolto nei cinque organi sensoriali e nelle quattro dimensioni fisiche. 

Il tutto è pasticciato da una decodifica biologica che produce il pensiero.


Ragione e sentimento sono esalazioni in fumo di un arrosto che si consuma nella evoluzione della specie di cui voi siete parte ed esaminatori.


Noi, extraterrestri siamo, ed è vero, di un altro mondo, ma non un “altro” mondo perché lontano o diverso da quello a cui siete abituati a riferirvi. 

La differenza discende da una condizione che prescinde da ciò che vedete o che presumete di immaginare.


Non abbiamo problemi con il tempo e lo spazio, non esistono conflitti, non abbiamo bisogno di credere o di sperare. 

Abbiamo tutto ciò che serve. 

Non esiste il concetto della separazione del personale dal pubblico, del bene e dal male. 

Potrei elencare all'infinito tutti i concetti che vi siete costruiti con i vostri strumenti e le vostre misure.


Molto verosimilmente una tua amica afferma "Francamente penso non vi sia un oltre, ma una continuità inesausta, in cui prima e dopo non esistono... Solo un velo, un diaframma sottile separa le due realtà...".

Capisco che non potrai intendermi completamente ma non è il mio obiettivo spiegarmi, voglio alimentare quella certezza che nulla finisce con la vostra morte. 

Molti vostri pensatori hanno architettato spettacolari scenari pronosticando “dopo morte” sorretti da logiche contaminate dalle proprie paure o configurate a sostegno dei limiti umani.­­­­­



LUIGI: Che cosa mi dici dell’amore?



ETT: L’amore è la legge nata per richiamare una unione perduta. 

La vostra vita la “vedete” transitoria, predisposta all’interruzione e sciolta nel mistero del dopo ed è, quindi, “normale” che la si viva con determinazione e atta ad impedire la sofferenza per una divisione certa, implacabile ed evidenziata, giorno dopo giorno, dalla vecchiaia in continuo stato di monito. 

La sofferenza per questa permanente frustrazione della specie, induce gli umani a ricercare una reciproca solidarietà, ricavando attraverso questa, semi di una momentanea pace interiore.



LUIGI: Hai una spiegazione perché alcuni umani muoiono prima del termine naturale della vita?



ETT: Alcuni umani hanno, scritto nel loro codice biologico, una missione che va oltre la logica della specie e di questo loro ne sono orgogliosi. 

Nel periodo che passano per la specie, ne sono condizionati e dopo la loro partenza, lasciano uno strascico che non avrebbero voluto. 

Coloro che non danno modo alla vecchiaia di compiere il suo ciclo, sono persone molto speciali e che loro malgrado, rimangono “attaccati” alla loro breve parentesi terrena, per quella forzata divisione che hanno dovuto lasciare sulla terra. 

Questi ex-umani, non avendo luogo e tempo, indugiano sulle frequenze sensoriali dei propri cari e soffrono tantissimo nel non potersi riproporre e svelare il segreto dell’oltremondo. 

Intervengono sotto mille forme per incidere su questa brevissima esistenza e spesso si rendono conto di non poter far nulla. 

Immagina di dover spiegare a tutti i costi i colori a chi non sa nemmeno che cosa è la luce, vivresti un dramma.



LUIGI: Ett, ti chiedo una eccezione, dammi una prova che dimostri di essere veramente un extra.



ETT: Quale prova vuoi?



LUIGI: Attraverso le mie parole fai giungere un segnale alla mia amica che le spieghi la missione, di cui mi hai parlato e che le ha tolto per sempre la gioia proprio nel giorno di Natale.



ETT: Rispetto tantissimo il dolore della tua amica e sarei meno extra se abusassi dei miei poteri per giocare con i suoi sentimenti. 

Qualunque discorso che si potrebbe ricamare intorno ad un concetto, impossibile da acquisire, finisce per trasformarsi in un gioco indelicato. 

La sofferenza rende indifesi anche l'umano più smaliziato poichè tra il nulla e il possibile qualcosa, il sofferente mette in gioco la propria dignità. 


Voglio semplicemente correggere una tua parola: la missione non “toglie” la gioia ma la trasforma per adattarla ad un livello superiore che soltanto la tua amica sperimenta. 

Per tua amica mi concedo un gesto inusuale per per extraterrestri ma molto comune fra gli "umani", e cioè, una carezza speciale ad un cuore speciale.


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