venerdì 25 ottobre 2013

Pensandoci


opera di Silla Campanini




Specchiarsi in se stessi e rivedersi in un mondo meraviglioso, dipinto con i sentimenti e comandato dalle emozioni, è un’attività considerata strana e per questo, da rilegarla alla propria intimità.

In questo mondo, ogni parola è muta ma tutto intorno vive. Vestiamo di ciò che nessuna parola potrebbe descrivere. 

Esattamente come il pianto di bambino che riempie l’esistenza di una mamma alla quale egli tutto racconta, nell'eterna legge della vita, spesso ci sorprendiamo in un modo di vivere estraneo, assunto passivamente e del quale vorremmo liberarcene. 

Siamo irrazionalmente convinti che il nostro esistere non può limitarsi al necessario e al logico; siamo fortemente convinti che possiamo prendere di più da questa nostra vita; siamo convinti di poter sperimentare una consapevolezza chiusa in uno scrigno interiore mai aperto. 

Diventa tutto magico, ci si vede in controluce e come sospesi in arcobaleni di mille colori, si vola a cavallo della fantasia, dove il pensiero dolce è il padrone. 

Si muovono i confini poiché regole e convenzioni non esistono. 

Essi inglobano tutto ciò che la mente ha scartato e ha etichettato come inutile, sciocco.

È sciocco o inutile ragionare del lato buio della luna?

Tutto ciò che non si vede con la mente, è lì ad attendere pazientemente, come un dono riposto. 

È bello farsi prendere da quell’esplosione interiore che tutto avvolge. 

La riflessione è il filo di Arianna che potremmo usare per non girare a vuoto nel labirinto della nostra esistenza. 
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