mercoledì 11 settembre 2013

I tempi della lettura clandestina


Inizieranno tra poco le lezioni e da maestro del libro cuore comincio a sognare la mia scuola.

Era il tempo del libro nascosto.

Sì, allora leggere un libro creava problemi.

Papà non esisteva.

Mamma era tutta presa per le faccende di casa.

I fratelli erano combattenti per le proprie libertà e completamente disinteressati ai problemi di ordine inferiore, quali erano i miei.

Trovare un figlio che oziava con il libro fra le mani,
con l'intento di fare l'intellettuale, era un grave episodio di poco rispetto per la famiglia.

Serviva lavorare e contribuire con il sudore al traino del carico giornaliero.

Per fortuna che anche allora esisteva la scuola: un grande alibi per la clandestinità della lettura. 

Quando ero all'interno dell'edificio scolastico, mi sembrava di abitare un altro mondo.

La storia, la geografia, le scienze, rappresentavano orizzonti da favola.

Ricordo come mi dimenticavo, appeso alle belle parole della mia professoressa di Italiano.

Come era buffo l'inglese!

Divertentissima la matematica.

Peccato che tutto terminava con quella antipatica campanella.

Mi chiedevo perché allo squillo finale i miei compagni correvano felici a casa.

Ora so dare qualche risposta, 
ma mi si solleva tanta malinconia pensando a come è intesa oggi la scuola.

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