sabato 22 giugno 2013

Quadro antico

 
Opera di Antonio Ricci

Dolce ritorno nella casa d'un tempo,
dove del gioco era il tempio,
la gioia era la norma,
di carezze e sorrisi non v'era penuria.

Giocattoli erano ciottoli.
Cavalli e guerrieri erano legni e piombi.
Armi e cannoni erano fionde e patate.

Stratega in grandi battaglie, 
 farfalle, lucertole e formiche erano acerrimi nemici.

Ora, luccicano gli occhi per quei colori
dipinti nel fondo del cuore.  
 




Avevo poco più di dodici anni e amavo immaginarmi nel futuro.

Il mio ingenuo viso si stirava, la postura si raddrizzava e lo sguardo si proiettava lontano senza destinazione.

Giocavo a mostrarmi adulto.

Avevo poche idee sul significato di questa parola, ma ero certo che contenesse importanza e valore.

Lo garantivano l'altezza, la serietà e i soldi grossi che vedevo passar di mano.

Associavo anche una grande responsabilità e una forma di potenza indiscussa.

Non potevo conoscere l'altra faccia della luna!
 
Non sopportavo alcune regole strane : non potevo ridere, correre o urlare senza motivo.

Non potevo dichiarare il voler bene, non potevo far nulla senza dare una spiegazione.

Immaginando un premio più alto,  sacrificai alle regole quelle naturali esigenze.

In ossequio ai valori impostomi allora, diventai il bimbo più buono della famiglia, lo scolaro più studioso e successivamente il cittadino onesto, osservante delle leggi dello Stato.
 
L'attesa per quel mondo immaginato da bambino ormai è una nostalgica pretesa o una tenera rappresentazione dell'ingenuità di quel tempo.

Da adulti, quel mondo dorato promesso è confinato nella nostra intimità.
Qui, entrano i nostri cari e pochissimi amici.
 
Attraversando questa barriera invisibile, cadono le "parole", le "regole", svanisce l'apparire.

Si entra nel mondo dei colori dell'anima, dove i sentimenti e le emozioni echeggiano ovunque. 

In questa area il tempo si ferma e l'età anagrafica si allontana dall'età dello spirito.

Guardandoci negl'occhi, solo pochissimi intuiscono dove siamo,
mentre abitiamo nella casa dei sogni.   

Posta un commento