giovedì 30 maggio 2013

Dialogando con Ugo Foscolo




Chi non crede nei miracoli non vive su questo pianeta!

Questa è la frase che ripeto a me stesso quando eventi che tradiscono clamorosamente le nostre presunzioni, si pongono alla mia attenzione.

Siamo inclini ad assumere certezze per le quali l’istinto è l’unico garante disponibile, per cui, quando la convinzione cementifica l’assunto, escludendo l’accesso al dubbio, il miracolo diventa l’unico strumento utile per il ravvedimento.

Ragionando a posteriori, ci si rende conto dell’infondatezza della presunzione e della cecità prodotta dalla convinzione.

Tutto questo dire, mi serve per introdurvi l’abilità del caso nel manifestarsi come magia.

Il caso è un film diretto da un regista invisibile che ha l’obiettivo di comporre un puzzle interpretabile soggettivamente e congruente a un piano strategico occulto, volto all’intera comunità universale.

La tragica morte della ragazza calabrese, uccisa e bruciata viva da colui che si professava “fidanzato”, mette in discussione il significato dei valori umani e la certezza che questi possano continuare ad essere i riferimenti canonici dell’uomo in quanto a essere sociale.

Già dalla sua epoca, il grande Foscolo si preoccupava del decadimento valori morali e di come questi potessero essere tramandati alle future generazioni. 

Siamo convinti tutti della qualità dei sentimenti indotti dalle sue poesie e siamo altrettanto certi, dello slancio emozionale che potremmo sperimentare se egli stesso ci raccontasse come si possano interpretare le sue idee nel nostro cotesto moderno post-duemila.

Con il pensiero, laddove Foscolo potrebbe rispondermi, mi piacerebbe porre qualche domanda.

LUIGI: Perdonami l’ardire Ugo, ma che cosa vuoi intendere con queste parole: A egregie cose il forte animo accendono l’urne de' forti, o Pindemonte; e bella e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta.

FOSCOLO: Caro Luigi, tu mi chiedi ciò che già conosci per averlo studiato a scuola! Comunque, accetto volentieri la tua provocazione e pregusto il diletto nel disquisire sui valori del tuo tempo.

LUIGI: Suppongo che ti sia difficile interpretare i segni del mio tempo!

FOSCOLO: Qui, in Paradiso il tempo non esiste per cui ciò che per te è stata evoluzione, per me è un permanere in altre forme.

Non ti stupire, ma ti assicuro, che da quassù sappiamo tutto a proposito di “Amici”, “Il grande  fratello”, di Internet, di “sballo”, di telefonini, Iphon, la crisi, omicidi, eccetera.

LUIGI: Mi rendi facile il colloquio!

Bene, dimmi come si conciliano le realtà che hai appena nominato con il simbolismo espresso nei tuoi “Sepolcri”?

I messaggi che ci hai lasciato attraverso le tue bellissime poesie potrebbero essere ancora validi?

Le stesse tue poesie hanno ancora un valore e una capacità di produrre i risultati per i quali la tua vena poetica si è magnificamente espressa?     

FOSCOLO: Luigi, nel tuo tempo e per ciò che in esso è intuibile, proverò a confezionarti una risposta. 

Abbandonerò il mio tono poetico per far spazio alla praticità della risposta. Mi rivolgerò alla tua umanità per appendere un senso per cui anche la mia poesia ha contribuito.

Il Vostro futuro prevede un grande cambiamento di cui alcuni intuiscono i primi segni. Esso si presenterà come una rivoluzione silenziosa nella percezione della realtà. 

Ineluttabile e inarrestabile, genererà un rovesciamento del mondo e niente di ciò che conosci, sarà più così stabile e inamovibile come lo percepite adesso.

Qualcosa di nuovo si sta affaccerà innescando un cambiamento radicale.

LUIGI: Sii più chiaro, perché non ti seguo.

FOSCOLO: Il modo di essere dell’uomo non può mutare improvvisamente. Abbandonare gli schemi mentali assunti sin dai primi passi dell’intelligenza umana, è un processo impossibile da ricondurre alla logica corrente. 

Sarà necessario un vento culturale che spinga nella direzione delle facoltà umane rivolte verso l’anima, per iniziare una rivoluzione culturale senza precedenti. 

Vivere per vegetare, dimenticando la vera essenza per cui siamo umani, dovrà costituire il rischio da rifuggire. Qualora questa consapevolezza entri sottoforma di nuovi modelli nella società, il fattore umano troverà posto e logica in un contesto culturale di una umanità “nuova”.

L’accadere di qualsiasi cosa diventa possibile soltanto nell’attesa soggettiva e fiduciosa del suo esistere. 

Credere fermamente che il mondo possa evolvere nella direzione più consona al sentire intimo, in linea al sentimento universale d’Amore, è fondamentale per consentire l’innesco del grande incendio della trasformazione.

I momenti difficile, attuali vanno superati stringendo nel cuore la convinzione che l’universo è amore e deve evolversi per forza nel bene.

LUIGI: In quest’ottica, le tombe dei grandi uomini dovrebbero comunicare ai virtuosi il loro esempio e stimolarli a proseguirne l'opera, attraverso l’onda delle possibilità, lasciata libera di interagire con la sensibilità di ognuno e favorire l’espansione della coscienza collettiva. 

La tua poesia è un omaggio allo sforzo profuso da tutti i grandi protagonisti della storia affinché l’umanità potesse affermare se stessa nel progetto di espansione dell’amore.

FOSCOLO: Luigi, mi stai dando la certezza per cui la mia opera abbia sollevato almeno un granellino di sabbia nella tempesta del sapere universale.

Tornerò nel passato a tacere, ma prometto a tutti i giovani di parlare continuamente al loro cuore.   


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