martedì 29 gennaio 2013

Può un uomo senza braccia e senza gambe lodare Dio?



Son qui,
libero della distanza dalla polvere,
dal vano pensiero del protendere.

Inabile all’umana immagine.

Solo anche per lo specchio,
respiro tra le ombre.

Illusorio comunicar di realtà che non tocca.

Incauto, m’innalzo dall’essere grande.

Colgo lo sguardo discreto.

Fredda m’accoglie quella scia di misericordia.

Dio è vicino.
Estremità non volle, per distratto amor.

Donar un calice che adombra sventura,
intinge di grigio la gioia eterna.

Allor canto per me.

Che per altre vie il Signor ti giunga.

Non turbar il cuor alla vista.

Altro significato fortuna insegna.

Sono arcobaleno ai tuoi occhi.

Sono speranza per gli uomini.


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