lunedì 31 dicembre 2012

Al mio amico birbante



Foto: buona notte amici..

.Non ho sonno, i pensieri, si rincorrono nella mia mente. Il silenzio della notte mi avvolge. Mi piace immergermi nelle sue ombre, fantasticare con i miei sogni e sensazioni tra il torpore del sonno che incalza ed il piacere di addormentarmi pensando che chiudo gli occhi salutando questo unico giorno per abbracciare domani il nuovo e chissà cosa mi regalerà. Ci pensate mai che, anche se il giornp e la notte si susseguono, comunque sia nulla è ripetitivo e uguale. Ogni attimo di vita non è mai lo stesso, come non lo sono mai le notti e i giorni che verranno, dandoci la sorpresa del mistero di ciò che può capitarci sia nel bene o nel male. Perchè la vita, infondo è una avventura che vale la pena vivere. Buonanotte mondo, buonanotte magica notte.
Caro Ladro,
ti scrivo per la seconda volta poiché, in due anni, il furto d’auto si è ripetuto.

Forse, non sei la stessa persona ma la veste è simile.

Mi sto tuttora chiedendo se una sola esperienza potrebbe bastare per non esternare sentimenti che non siano di pura reazione violenta. 

Il mio carattere, fondamentalmente cheto, non mi consente altra scelta, se non quella di abbassare il capo e cercare con la mente il risvolto positivo che si potrebbe nascondere ed erigerlo ad elemento consolatore.

Per fortuna, ho una grassa mole di fantasia e riesco a vedere il sole in una giornata di pioggia. 

Ecco, quindi, ritrovarmi davanti al mio PC, libero di colloquiare con te e presumere che tu possa intendermi in termini di dialettica.

Filosofare con te è un piacere che rientra tra i fantasiosi aspetti positivi dell’evento.

LUIGI: Non voglio chiamarti con lo pseudonimo Ladro, per non offendere la mia civile immagine dell’uomo. Per questo motivo ti chiamerò Birbante.
Avanti, confessa perché rubi?

BIRBANTE: Luigi, ti ringrazio per la tua comprensione e dell’opportunità che mi offri per giustificare il mio atto.

Io non sono nato ladro! Pensa che rubare anche una caramella mi scombussolava l’anima.

Un giorno, mi hanno raccontato un episodio dal quale, solo a posteriori, ho capito che si trattava di un’azione cattiva, etichettata con il nome di “furto”. 

Ti giuro che mi è sembrata divertente.

Inoltre, il risultato di quelle azioni illuminava di merito e furbizia il carattere del protagonista.

La mia giovane età non mi consentiva di andare a fondo nella questione del bene o del male.

Quando giunse l’età adulta, ero rimasto solo, praticamente senza genitori. 

Non che fossero morti, ma per ciò che ricevevo da loro, si potevano considerare, a mio vantaggio, morti.

La mia prima infanzia si era consumata tra ceffoni e parolacce. 

Avendo abbandonato la scuola, ero ignorante e incapace di pensare a un lavoro. 

Diventava molto più facile, diciamo procurarsi per vie spicce, tutto ciò che serviva. Il rischio di prendere botte non mi frenava, visto che ero già abbondantemente abituato a prenderle dai miei genitori.

Con il passare del tempo ho conosciuto il carcere e ciò è stato il mio battesimo professionale e la patente da furfante. 

Con tali credenziali e con un curriculum così fatto, l’idea di percorrere la retta via diventava assurdità o paradosso; a te la scelta.

Oggi, avendo "preso" la tua auto, per me nulla di strano è accaduto, per cui Luigi, fai presto a consolarti e a dimenticare l’accaduto.

LUIGI: Quello che tu hai "preso" in pochi minuti è frutto di privazioni mie e della mia famiglia, oltre ad aver consumato inutilmente il prezioso tempo vita.

Di questo, in Paradiso, ti chiederò conto!

BIRBANTE: Credi a queste cose? C’è il Paradiso anche per il Ladri?

LUIGI: Certo che credo al Paradiso e ancora di più, credo che staremo insieme!

BIRBANTE: Allora, anche tu sei un ladro?

LUIGI: No! Non per mia scelta. La notizia che voglio darti, è che tu ed io, soltanto su questa Terra, siamo due persone diverse. Lassù, saremo due lucine appartenenti allo splendore dell’universo.

BIRBANTE: Caspita, Luigi! Bellissima prospettiva mi attende. Spiegami, però, perché dovrò rendertene conto?

LUIGI: Quando sarai lassù, capirai il senso del volersi bene, la magia dell’Amore. Soffrirai per non aver avuto occasione di viverlo tra gli esseri umani. Vorrai rimediare ad ogni modo al tuo operato, inteso come motivo di mancata espansione d’Amore.

BIRBANTE: Ma luigi, non è tutta colpa mia!

LUIGI: Per questo staremo insieme in Paradiso.

BIRBANTE: Non mi sembra giusto! Se io fossi nato nella tua famiglia, non sarei diventato ladro.

LUIGI: Non ti posso dare torto, però, la vita sicuramente ti avrà fornito opportunità per tentare un nuovo corso.

BIRBANTE: Facile a dirsi! Scambiamoci i ruoli e dimostrami che è possibile.

LUIGI: Mi chiedi di rinnegarmi e poi, non ho la facoltà di poter scegliere chi essere. Capisco le tue difficoltà ed è questo il motivo per cui accetterò questa prova di dispiacere.

BIRBANTE: Non ti restituirò l’auto che ti ho rubato perché il denaro che ho ricavato, in parte è stato speso e poi che ladro sarei? 

Sono convinto che ti riprenderai brillantemente e tra qualche mese ti dimenticherai tutto.

LUIGI: Spero che questa mia lettera apra uno spiraglio al tuo cambiamento e che ciò si rifletta su tutta la comunità umana come un’infinitesima possibilità di migliorarsi.

Buon Anno 2013, amico mio.

BIRBANTE: Arrivederci tra le stelle, Luigi.

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