martedì 9 ottobre 2012

Amicometro




Siamo circondati da tante persone qualificate dal senso comune come conoscenti, molte sono amici convenzionati, solo poche riescono a oltrepassare il confine invisibile della formalità e prendere spazio nel nostro esistere.

Le persone che portiamo con noi, internamente all’anima, diffondono quell’impercettibile fragranza, tipica della dolcezza interiore. 

Non ci promettono grandi cose, non hanno ricchezze materiali che potrebbero donare, dispongono soltanto di sguardi e sorrisi che ci fanno sorgere il sole anche a mezzanotte.

Non vi nascondo che mi ritrovo a indugiare con questo tipo di persone; tento di allungare il tempo di colloquio con stratagemmi quasi infantili. 

Il tempo che si trascorre con loro appare adimensionale, cioè non si è consapevole di quanto di esso è passato e di quanto ne resta.

Il vero amico stabilizza l’umore nell’allegria sommessa; ti guarda con occhi diversi da quelli fatti per raccogliere informazioni e giudicare; ti fa dimenticare l’età, il naso storto, quel bruffolo antipatico o la macchia di caffè sul mento.

Il vero amico trova l’opportunità di usare spesso la parola “anch’io”, e non per chiedere un passaggio alle tue doti ma semplicemente per dichiarare i tuoi stessi difetti.

L’amico vede capacità dove altri trovano problemi; egli si serve di bugie promosse ad auspici esortanti.

Con un amico non riesco a stare in silenzio, voglio che nell’armonia delle voci, la sua bontà d’anima si misceli e generi musica incantatrice capace di inchiodare nel mio cuore quel famoso “pensiero felice” di Peter Pan.

Un amico emette un campo magnetico misurabile con una speciale bussola simile al magnetometro. 

Questo campo magnetico agisce emotivamente come la forza di Lorentz, nel caso di una carica elettrica in movimento.

L'evoluzione spaziale e temporale del campo è governata da leggi analoghe a quelle descritte dalle equazioni di Maxwell, un sistema di quattro equazioni differenziali alle derivate parziali lineari che sta alla base della descrizione formale dell’interazione elettromagnetica.

All’interno di questo campo le particelle di cattiveria rifuggono poiché scacciate dall’energia colonizzatrice dell’amore.

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