mercoledì 9 maggio 2012

Grazie per 47450 volte



Il compleanno è un’occorrenza ciclica che come la lancetta di un orologio punta su un memento di vita unico e irripetibile. 

In questo momento rimaniamo inchiodati su una riflessione che in pochi attimi sintetizza il giudizio sancito sul segmento di vita trascorso. 

Siamo indulgenti con i nostri errori ed enfatizziamo anche i piccoli successi che hanno prodotto emozioni.

Siamo convinti di meritare tutto il bene possibile perché fondamentalmente sentiamo di essere buoni e di rispondere continuamente al desiderio del Dio che ci vuole tutti fratelli.

Ci ripetiamo nella mente BUON COMPLEANNO, sperando di fare eco con il battito del cuore e rimanere pronti ad abbracciare chiunque entri nel nostro mondo.      

Attendiamo con mal celata ansia lo sguardo diretto di chi amiamo per ricevere una conferma inutile.

Vi racconto un episodio.

Una donna, affezionatissima a suo marito, in occasione del proprio compleanno decide di preparare un pranzo speciale. 

Trascorre tutta la mattinata tra pentole e piatti. Non si contano le volte che apre e chiude rubinetti, il frigorifero e le mensole di cucina. 

Non piange per dispiaceri e nemmeno per qualche scottatura, ma incredibilmente lo fa mentre pulisce le cipolle. 

Caspita! Aveva dimenticato di essersi truccata prima! 

La premura di ritrovarsi anticipatamente il marito in casa, e di non essere pronta ad accoglierlo nel suo splendore, le aveva complicato la situazione.

La fortuna, però, è dalla sua parte!

Il marito ritarda.

Nel fatidico momento in cui il gracido suono del campanello di casa stride, la donna con un grande sorriso apre la porta di casa e illumina con i suoi occhi il cuore del marito, ansioso di abbracciarla e farle sentire l’emozione di vivere con lei, l’ennesimo compleanno.

Poche parole vengono scambiate perché il sentirsi nel settimo cielo non lascia spazio alla conversazione.

La donna sa che suo marito, in queste occasioni, non dimentica mai di portarle un regalo e per questo, il suo sguardo volge verso le sue mani prima, e poi verso le tasche per notare i possibili rigonfi.

Il marito vorrebbe celebrare il suo pensiero nel momento migliore e sfrutta la complicità della moglie per rimandare il piacevole evento.

Il bacio che saluta i due innamorati è solo un anticipo delle promettenti fusa in arrivo.

La tavola è imbandita e stranamente, il caso ha voluto che per coincidenze particolari, i due coniugi si apprestassero a consumare il pranzo come due fidanzatini.

L’occasione particolare ha portato nei piatti delizie di ogni tipo.

Nel momento di iniziare a mangiare il marito, prendendo una delle posate in mano, scopre su di essa piccole incrostazioni come segni di una pulizia non accurata.

Il marito, tristemente si incanta e dopo un frettoloso calcolo, pensando ai suoi 26 anni di matrimonio, nota per la prima volta dopo 47450, che la moglie non ha lavato convenientemente la sua posata.

Egli non resiste al tentativo di far cadere la posata per terra e abbracciare la moglie per dirle, prima del pranzo:

BUON COMPLEANNO AMORE MIO!

Sono solo poche parole che vorrebbero compensare i 47450 “grazie” mai detti e sempre presunti.
  
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